
Pittarrussu
C'è una parola, in calabrese, che racchiude un intero immaginario: pittarrussu. È il pettirosso, l'uccellino dal petto rosso fuoco che la tradizione contadina del Sud ha sempre associato al corteggiamento — la creatura piccola e ostinata che torna ogni giorno sotto la stessa finestra, che insegue senza arrendersi, che canta finché non viene ascoltata.
È da questa immagine antica che nasce "PITTARRUSSU", il nuovo singolo di Turi Rugolo in uscita oggi per Baccano Edizioni. Una serenata calabrese contemporanea, scritta interamente in dialetto, che intreccia i ritmi della tarantella del Sud con sonorità dance per raccontare una storia d'amore che è insieme antichissima e attualissima: quella di un uomo che si dichiara, che chiede, che insiste, che promette di non arrendersi mai.
Vorria u diventu nu pittarrussu sempri u ti vegnu appressu appressu
"Vorrei diventare un pettirosso, per venirti sempre dietro". Il ritornello, semplice e ipnotico, è già un piccolo manifesto: l'amore come inseguimento, come fedeltà istintiva, come ritorno continuo.
Una serenata moderna, in dialetto stretto
Il testo di PITTARRUSSU si muove dentro la forma più nobile della tradizione poetica del Sud — quella della serenata — e ne rispetta tutti i codici: il primo sguardo ("quandu ti vitti ti guardu assai"), il muro di sterpi che separa ("tu eri cu na mura di schetti"), le spine che pungono il cuore ("ndo me cori avia spini di pitti"), la richiesta alla madre della ragazza ("i to mamma ndaiu u ci spiu"), la dichiarazione che supera la povertà ("è pe doti non hajiu un carrinu"), e infine l'invocazione che chiude il brano: "vogghiu u diventi tu la me rosa".Una scrittura che non guarda al passato con nostalgia museale, ma lo riporta in vita con la naturalezza di chi quella lingua e quei sentimenti li abita davvero.
La tarantella incontra la dance
L'arrangiamento del brano è la firma stilistica che da anni caratterizza il percorso di Turi Rugolo: rispetto della tradizione + apertura al presente. La struttura ritmica affonda nella tarantella, ma il sound si apre a contaminazioni dance contemporanee, costruendo un brano che funziona tanto nelle feste di paese quanto sulle piste estive, tanto nelle radio del Sud quanto sulle playlist internazionali.Una scelta coerente con la traiettoria recente dell'artista, dopo il grande successo di "Dammi u Cori", il brano realizzato con Mimmo La Monaca che dalla Calabria ha raggiunto le comunità italiane di Argentina, Canada, Stati Uniti, Australia, Germania, Francia e Belgio.
Turi Rugolo: una voce, una terra
Salvatore "Turi" Rugolo è da decenni una delle voci più riconoscibili della musica popolare calabrese. La sua arte è stata definita "icona musicale della Calabria" dalla critica, per la capacità di unire poesia, suono e canto in una sintesi che riporta alla simbiosi antica delle espressioni poetiche del Sud. Tra le sue collaborazioni figurano nomi di riferimento del folk meridionale: gli Akusma, i Due Lyre e mezzo di Taranta, Francesco Epifanio, i Karadros, Mimmo La Monaca, Vinz Derosa. Riferimento dichiarato del suo percorso resta il grande Otello Profazio, padre della canzone popolare calabrese moderna.Con PITTARRUSSU, Rugolo aggiunge un nuovo capitolo a un viaggio artistico che dura da decenni — un viaggio che continua a raccontare la Calabria, le sue donne, i suoi amori, i suoi vicoli, le sue feste, con una voce che non ha mai smesso di appartenere alla sua terra.
Disponibile ora
PITTARRUSSU è disponibile su Spotify, Apple Music, Amazon Music, YouTube Music, Deezer e su tutte le principali piattaforme digitali.Il videoclip ufficiale è online da oggi sul canale YouTube Baccano Edizioni.








